con il contributo della Fondazione Cariplo

Gli ultimi testimoni. Gli italiani di Crimea | Scolarino Ippolita (Polina) Vinčencevna

Sezione: Gli ultimi testimoni. Gli italiani di Crimea

09/07/1925: Nascono a Novočerkassk i gemelli Francesco e Ippolita, figli di Vincenzo e Graziella Colangelo.
1941: La famiglia si trasferisce a Kerč’.
07/02/1942: Deportazione degli italiani di Kerč’.
04/1942: La famiglia Colangelo viene deportata nel kolchoz Krasnoe ozero (Il lago rosso), provincia Višnevka, regione  di Akmolinsk.
1942: Il fratello Francesco viene arruolato nell’esercito del lavoro.
11/1942: muore il padre Vincenzo Colangelo.
1942-1947: Polina è impiegata in lavori agricoli e come contabile di una fabbrica di conserve.
1947-1954: Polina lavora come addetta alle statistiche mediche in un poliambulatorio della stazione ferroviaria.
1948: Sposa Evgenij Francevic Scolarino.
20/08/1951: Nasce la figlia Elisabetta.
1954: Da Akmolinsk fanno ritorno a Kerč’.
07/10/1954: Nasce la figlia Galina.
1955: La madre, Graziella Colangelo, torna a Kerč’.
1958: Lavora come contabile, responsabile delle statistiche mediche e cassiera.
1962-1985: Lavora come addetta al controllo meccanizzato.
1985: Va in pensione.
22 gennaio 2016: Ippolita è venuta a mancare

Prima parte dell’intervista

Seconda parte dell’intervista

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Credits
Intervistatore: Irina Ostrovskaja
Operatore: Viktor Griberman
Trascrizione: Bogdanova Ljudmila Michajklovna
Traduzione: Zeno Gambini
Giulia Giachetti Boico per la sua preziosa collaborazione a Kerč’

La storia di Ippolita in breve
Polina Ivanovna (Ippolita Vinčencevna) Colangelo è nata a Novorossijsk il 9 luglio del 1925. Suo padre, Vincenzo Dominikovič Colangelo, nato nel 1877 a Kerč’, era capitano di lungo corso. Dal primo matrimonio sono nati quattro figli: Dominik nel 1901, Leonid nel 1905 e due figlie, Savina e Rosalia. Leonid ha lavorato sulla motonave “Gruzija”. È stato arrestato e fucilato a Odessa nel 1938. Le figlie hanno vissuto a Tbilisi.

All’inizio degli anni Venti, Vincenzo è rimasto vedovo e si è risposato nel 1924 con Graziella Dominikovna Porcelli (1901-1966) nata a Kerč’. Dal matrimonio nel 1925 sono nati i gemelli Ippolita e Francesco (Polina e Fedor, morto nel 2004). Nella loro casa ha vissuto la vecchia amica Michajlovna come se fosse la nonna.
Verso il 1940 Vincenzo si è ammalato ed è andato in pensione. La famiglia ha deciso di trasferirsi a Kerč’, dove viveva la famiglia di Graziella. Nel 1941 Polina e Fedor hanno finito l’ottava classe.
La famiglia Colangelo ha scambiato un bel bilocale a Novorossijsk per uno analogo a Kerč’, dove sono giunti il 16 giugno del 1941. A Kerč’  vivono la sorella Marietta, e i fratelli Leonard, Karl e Franz con le rispettive famiglie.
Il primo, devastante bombardamento di Kerč’ ha colpito la casa della famiglia Porcelli. I tedeschi sono entrati in città nell’ottobre del 1941. Durante il rastrellamento ha nascosto  e  ha fatto passare per sua figlia una ragazza ebrea.
Il 7 febbraio del 1942 la famiglia Colangelo, insieme ad altri 72 italiani di Kerč’, è stata deportata. Per i preparativi hanno concesso loro 2 ore, mentre il trasferimento è durato due mese. Nell’aprile del 1942 sono finalmente arrivati nel kolchoz Krasnoe Ozero, nella provincia di Višnevka, regionedi Akmolinsk.
Il fratello Fedor (Francesco) è stato reclutato dall’esercito del lavoro per svolgere lavori edili a Nižnij Tagil, mentre Polina si è dedicata a diversi lavori agricoli nel kolchoz, tra cui la trebbiatura  e l’erpicatura.
La madre selezionava  le patate e, a volte, riusciva a portarne via qualcuna per sfamare la famiglia. Senza quei piccoli furti sarebbero morti di fame.

Nel novembre del 1942 è morto Vincenzo Colangelo e, poco dopo, nonna Michajlovna.
Il marito di Marietta, Dominik Porcelli, è morto mentre prestava servizio nell’esercito del lavoro (erano cugini).
In seguito, Graziella è diventata educatrice in una scuola materna e Polina ha iniziato a lavorare come contabile in un kolchoz. Hanno affittato una piccola stanza da un kazako che li  derubava. In  seguito riescono a trasferirsi in casa di un conoscente italiano di  Kerč’ Franz Scolarino.
Nel 1946 il figlio di Franz, il carrista decorato Evgenij, è tornato dal fronte. Lui desiderava tornare a Kerč’, ma non riuscendo ad ottenere il permesso si è stabilito ad Akmolinsk presso i genitori e nel 1948 ha sposato Polina. Nel 1951 è nata la primogenita Elizaveta. Per ottenere il permesso di risiedere a Kerč’, Evgenij ha scritto una lettera a Vorošilov e il e l’autorizzazione è arrivata presto.
Così, nell’aprile del 1954, Polina si è trasferita con la famiglia a Kerč’ e poco dopo Evgenij ha iniziato a lavorare. Il 7 ottobre del 1954 è nata la figlia Galina.
Nel 1955 Polina ha ottenuto che anche sua madre potesse trasferirsi a Kerč’.
Nel 1958 Polina ha iniziato a lavorare svolgendo varie mansioni: contabile, addetta alle statistiche mediche, cassiera, addetta al controllo meccanizzato in un parco macchine, dove ha lavorato per 23 anni. Non ha potuto continuare a studiare.
Il marito Evgenij è morto nel 2004. Adesso Polina Ivanovna vive con la figlia Galina in una piccola casa privata che aveva iniziato a costruire insieme al marito subito dopo il ritorno a Kerč’.
La figlia Elizaveta è a capo dell’ufficio contratti del porto di Kerč’, è sposata e ha una figlia e un nipote.
La figlia Galina si è diplomata all’Istituto per il trasporto ferroviario di Leningrado (LIŽIT) ed è a capo dell’ufficio del personale. Non è sposata e non ha figli. Da vent’anni dirige l’Associazione degli italiani della Crimea e il comitato Dante Alighieri.
Il 22 gennaio 2016 purtroppo Ippolita è morta.

Le foto sono state gentilmente concesse da Scolarino Ippolita Vinčencevna.


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