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	<title>L’associazione Memorial-Italia</title>
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	<description>Storia e memoria</description>
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		<title>E. Čižova, Il tempo delle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elena Čižova, Il tempo delle donne, traduzione di Denise Silvestri, Milano, Mondadori, 2011, pagg. 231, 19,50 €  Vincitore del prestigioso Russian Booker Prize nel 2009 e messo in scena, con grande successo, nella passata stagione, al teatro Sovremennik di Mosca, Il tempo delle donne è un romanzo polifonico tutto al femminile,  dove gli uomini appaiono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4053" title="tempo4" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/tempo4.jpg" alt="" width="38" height="60" />Elena Čižova, Il tempo delle donne, traduzione di Denise Silvestri, Milano, Mondadori, 2011, pagg. 231, </strong><strong>19,50 €</strong></p>
<p><strong> </strong>Vincitore del prestigioso Russian Booker Prize nel 2009 e messo in scena, con grande successo, nella passata stagione, al teatro Sovremennik di Mosca, <em>Il tempo delle donne </em>è un romanzo polifonico tutto al femminile,  dove gli uomini appaiono solo sullo sfondo,  come presenze marginali o dolorosi fantasmi. L’azione si svolge a Leningrado agli inizi degli anni Sessanta quasi interamente nel chiuso di una kommunalka, dove Antonina, giovane ragazza madre, che ha abbandonato la campagna per trasferirsi in città in cerca di un lavoro, coabita con la figlioletta di tre anni, muta, e tre vecchie, Glikerija, Ariadna, Evdokija, che si prendono cura della piccola, mentre Antonina è in fabbrica, e a cui non è rimasto più nulla, se non l’angosciosa memoria del passato: “Non hanno più nessuno. Mariti e figli non ci sono più, sono morti tutti. E di nipoti neanche l’ombra. Vai pure a lavorare, mi hanno detto. Vuoi che non riusciamo a tirarla su in tre?”. La piccola che porta il nome da “miscredente” di Sjuzanna, e che in segreto viene battezzata Sof’ja dalle tre “nonne”, cresce in questo microcosmo domestico femminile ovattato e rassicurante, dove il tempo è scandito dai piccoli gesti quotidiani (il bucato, i pasti frugali preparati con grandi sacrifici da Antonina con il suo esiguo salario di operaia, i lavori a maglia e di cucito) e dai racconti delle “nonne” che si dipanano infiniti, come i fili dell’ordito delle loro maglie. Riaffiorano i ricordi di un passato doloroso e ancora vivo, fatto di lutti, privazioni, sacrifici, ma anche reminiscenze di  affascinanti leggende e credenze misteriose che la piccola Sof’ja ascolta avidamente e trasforma in fantasie oniriche e disegni. Il francese dei racconti della fine e gentile Ariadna s’intreccia con la lingua suggestiva e arcaica della campagna russa di Glikerija ed Evdokija. Dalle voci delle donne emerge una memoria mutilata, spezzata, fatta di allusioni, frasi sospese, retaggio di lunghi anni di silenzi e di paure, che apre squarci sul tragico vissuto della Russia nell’epoca zarista, nei giorni della Rivoluzione e dell’assedio e nel periodo staliniano. Le donne protagoniste del romanzo, costrette per necessità a convivere insieme, si confrontano, superando difficoltà e contrasti, per fronteggiare unite con dignità e coraggio la durezza del presente. Alla morte improvvisa della giovane e sfortunata Antonina, le tre nonne, Glikerija, Ariadna ed Evdokija, continueranno a occuparsi dell’educazione della piccola Sof’ja, sottraendola all’orfanotrofio e restandole vicine finché non sarà cresciuta.</p>
<p>Romanzo tragico e poetico, in parte autobiografico, e di risarcimento per coloro che hanno vissuto tempi tanto difficili; “scritto per i morti e per Dio”, come dichiara Elena Čižova in un’intervista, raccontando di essere cresciuta in una famiglia dove “la bisnonna e la mamma, bevendo il tè a colazione, anziché parlare del bucato da fare o della spesa, raccontavano della guerra e delle privazioni patite; racconti che erano il costante e doloroso Leitmotiv della mia infanzia. Ma se oggi sono riuscita a restituire attraverso la scrittura l’esperienza di quel dolore, la cosa non può che rendermi felice”. </p>
<p>Nadia Cicognini</p>
<p>(Sfogliando la Russia (20). Periodico di segnalazione delle novità editoriali russe<br />
a cura di Daniela Barsocchi)</p>
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		<title>Russia/Navalnyj: Pronti a monitorare i seggi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Elezioni, Navalny arruola controllori Yulia Ponomareva, The Moscow News Continua la crociata anticorruzione e antibrogli del blogger paladino delle manifestazioni della prima ora. Si cercano volontari che sorveglino la corretta attività dei seggi in occasione delle presidenziali Alexei Navalny, a capo di una crociata anticorruzione, ha portato ai seggi il  suo know-how di avvocato lanciando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4047" title="AlexeiNavalny" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/AlexeiNavalny-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Elezioni, Navalny arruola controllori</h1>
<p><strong><a href="http://russiaoggi.it/author/Yulia%20Ponomareva">Yulia Ponomareva</a></strong><strong>, The Moscow News</strong><strong></strong></p>
<p>Continua la crociata anticorruzione e antibrogli del blogger paladino delle manifestazioni della prima ora. Si cercano volontari che sorveglino la corretta attività dei seggi in occasione delle presidenziali</p>
<p>Alexei Navalny, a capo di una crociata anticorruzione, ha portato ai seggi il  suo know-how di avvocato lanciando il suo ultimo progetto, <em>RosVybory</em>, finalizzato a ingaggiare controllori per le elezioni della presidenza che si  svolgeranno il 4 marzo 2012.</p>
<p> Dopo il successo del suo progetto <em>RosPil</em> contro la concussione e la corruzione politica, il suo nuovo progetto permetterà di posizionare osservatori addetti a vigilare sullo svolgimento delle elezioni nelle circoscrizioni elettorali maggiormente  propense a commettere brogli, quelle  dove il 4 dicembre 2011 sono state registrate le maggiori violazioni in occasione delle elezioni del parlamento russo e quelle nelle quali il partito al governo Russia Unita ha finito col ricevere il numero più alto e dubbio di voti.</p>
<p> Con l’iniziativa <em>RosVybory</em>, Navalny si ripromette anche di reclutare avvocati e di creare delle “brigate mobili” di volontari per intercettare il  cosiddetto “carosello elettorale”, metodo illegale in virtù del quale uno stesso elettore vota in  diversi seggi elettorali utilizzando la  falsa scheda di un elettore assente oppure l’agente di un candidato compra il voto da un elettore, sceglie il proprio candidato e consegna la scheda a un altro elettore affinché la infili nell’urna in cambio della sua ancora vuota. Dato che  per legge soltanto i candidati, i partiti rappresentati in parlamento e i mass media possono vigilare sulle urne e i seggi elettorali, Navalny sta portando avanti trattative per assicurare la partecipazione dei volontari di <em>RosVybory</em> con i comunisti e con gli affiliati a Russia Giusta, ma anche con candidati indipendenti laddove in coincidenza con le elezioni per la presidenza si svolgeranno le elezioni comunali.</p>
<p> In poco tempo si sono registrati sul sito Web del progetto già cinquemila volontari, 1.500 dei quali a Mosca: così ha dichiarato a <em>The Moscow News</em> il coordinatore di <em>RosVybory</em> Georgy Alburov. Complessivamente in tutta la Russia ci sono 97mila circoscrizioni elettorali, 3.300 delle quali si trovano nella sola Mosca. Alburov si dice sicuro che le trattative con i partiti saranno coronate da successo e aggiunge: &#8220;Tutti i partiti vogliono che le elezioni si svolgano onestamente. Dato che sono a corto di controllori,  saranno impazienti di reclutare i nostri&#8221;.</p>
<p> Aleksandr Lebedev, responsabile  del progetto “Giorno delle Elezioni” del partito Russia Giusta a Mosca, ha in mente di inviare almeno tre controllori in ogni circoscrizione. I nuovi sorveglianti sono sempre benvenuti: “Accettiamo chiunque sia disposto a difendere la democrazia e controllare che le elezioni si svolgano in modo democratico e nella massima correttezza”.</p>
<p>Lebedev afferma che molti volontari si sono uniti al suo gruppo sull’onda delle proteste di dicembre contro i brogli elettorali a Piazza Bolotnaja e Corso Sakharov, e 60 di loro si sono presentati candidati alle elezioni comunali. Egli ha tuttavia aggiunto che il 40 per cento almeno dei suoi controllori sono nuovi: &#8220;In passato la gente si occupava di questo soltanto se era pagata, mentre adesso c’è sempre più gente disposta a controllare gratuitamente le operazioni di voto&#8221;.</p>
<p> I controllori sono sottoposti a una formazione particolare e prendono parte a varie conferenze. &#8220;Lo scopo principale della formazione è spiegare loro come scongiurare che si verifichino violazioni e non limitarsi a sollevare scandali  o scrivere soltanto rapporti di reclamo che nel nostro sistema sono del tutto inutili &#8211; ha spiegato Lebedev -. Durante le  conferenze utilizziamo un’urna elettorale, spiegando che a un certo punto risulterà piena ed è necessario tenere  gli occhi incollati su di essa tutto il tempo&#8221;.</p>
<p> <strong>Come utilizzare la macchina fotografica</strong></p>
<p>Gli osservatori  frequentano anche corsi durante i quali imparano a utilizzare le macchine fotografiche per documentare la più piccola infrazione. Lebedev, tuttavia, non reputa che questo possa essere un metodo efficace per poter contendere un risultato elettorale dubbio: soltanto i rappresentanti dei media infatti hanno il diritto di effettuare riprese nei seggi. Nelle disposizioni impartite per le elezioni del 4 dicembre 2011, tuttavia, la Commissione centrale elettorale aveva autorizzato con un’apposita comunicazione i controllori a filmare eventuali casi di broglio a patto di non servirsi di  macchine fotografiche nascoste. &#8220;Anche le prove di un rappresentante dei media o i filmati delle webcam saranno considerati in tribunale prove circostanziali &#8211; ha detto Lebvedev -, ma nel caso come al solito non mancherà chi sosterrà che siano state utilizzate in locali  presi in affitto per tale scopo&#8221;.</p>
<p> Il numero dei controllori che entreranno in Russia Giusta potrà ancora aumentare, tenuto conto che la Commissione elettorale centrale ha bloccato la candidatura di Grigory Yavlinsky, leader del partito Yabloko, accertando  false firme tra le due milioni che ha presentato per ottenere la registrazione.</p>
<p> <strong>Un ruolo per i controllori di Yabloko</strong></p>
<p>Non avendo  Yavlinski ottenuto la candidatura, restano in corsa per la presidenza il primo ministro Vladimir Putin, Sergei Mironov di Russia Giusta, Vladimir Zhirinovsky di Ldpr, Gennady Zyuganov dei comunisti e il miliardario Mikhail Prokhowov. &#8220;L’unico motivo per il quale Yavlinsky non è stato ammesso alla corsa elettorale è la necessità di far fuori i controllori di Yabloko&#8221;, ha scritto Andrei Malgin, un popolare blogger di <em>LiveJournal</em> che così prosegue: &#8220;I controllori di Yabloko hanno svolto il loro lavoro meglio di chiunque altro alle elezioni parlamentari. Hanno registrato un  maggior numero di infrazioni, le hanno aggregate e hanno preparato l’elenco Churov (un elenco dei funzionari elettorali colti in flagrante mentre effettuavano i brogli) e adesso combattono nei tribunali&#8221;.</p>
<p> Yabloko in realtà potrebbe tuttora essere in grado di inviare i propri controllori alle circoscrizioni in rappresentanza delle proprie pubblicazioni, per esempio “<em>Yabloko Rossii</em>”, come ha detto al <em>The Moscow News</em> il portavoce del partito Igor Yakovlev.</p>
<p> Anche <em>RosVybory</em> di Navalny fa affidamento su Yabloko e collaborerà anche con l’associazione indipendente Golos per il controllo del corretto svolgimento delle elezioni. &#8220;Condividono il materiale necessario alla formazione con noi e sono di grande aiuto&#8221;, ha affermato Georgy Alburov.</p>
<p>Lilia Shibanova, direttore esecutivo di Golos, ha riferito al <em>The Moscow News</em> che la sua associazione aprirà i battenti per le sessioni di formazione dei controllori a quelli di <em>RosVybory</em>. Alburov dal canto suo ha già messo a punto uno schema comprendente la formazione video, le conferenze e gli incontri con gli esperti per tutti i controllori.</p>
<p> Le pressioni sull’apparato organizzativo, tuttavia, stanno aumentando. Nei giorni scorsi l’associazione Golos ha ricevuto la notifica che i suoi uffici di Mosca resteranno senza corrente dal 25 gennaio al 6 marzo 2012 per lavori di riparazione. Il proprietario dell’edificio, la casa editrice <em>Literaturnaya Gazeta</em>, ha comunicato che il 1° febbraio 2012 avrebbe revocato il contratto di affitto all’organizzazione, che avrebbe dovuto scadere ad agosto 2012. Shibanova ha riferito al <em>The Moscow News</em> che a seguito di una campagna mediatica in difesa di Golos, il proprietario dell’immobile ha promesso di ritornare sui propri passi, e consentire che l’organizzazione resti in quegli uffici fino al 24 febbraio 2012. Shibanova ha anche aggiunto che finora la corrente elettrica non è venuta a mancare.</p>
<p> <a href="http://russiaoggi.it/articles/2012/02/06/elezioni_navalny_arruola_controllori_14722.html">http://russiaoggi.it/articles/2012/02/06/elezioni_navalny_arruola_controllori_14722.html</a></p>
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		<title>Russia/In piazza per la democrazia</title>
		<link>http://www.memorialitalia.it/2012/02/05/russiain-piazza-per-la-democrazia/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Tens Of Thousands Gather In Moscow For &#8216;Fair Elections&#8217; Protest By Tom Balmforth (Radio Free Europe) February 04, 2012 MOSCOW &#8212; Tens of thousands of Russians braved freezing temperatures to gather downtown in Moscow and demand an end to Prime Minister Vladimir Putin&#8217;s rule ahead of a presidential election next month. Organizers say over [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Tens Of Thousands Gather In Moscow For &#8216;Fair Elections&#8217; Protest</p>
<p>By Tom Balmforth (Radio Free Europe)</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4034" title="Bolotnaia" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/Bolotnaia1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> February 04, 2012</p>
<p>MOSCOW &#8212; Tens of thousands of Russians braved freezing temperatures to gather downtown in Moscow and demand an end to Prime Minister Vladimir Putin&#8217;s rule ahead of a presidential election next month.</p>
<p>Organizers say over 100,000 protesters came together for the &#8220;For Fair Elections&#8221; protest, the third such mass protest since the disputed December 4 parliamentary elections, which kicked off with a march through the center of the capital. Police, which have historically underestimated attendance at opposition rallies, gave a considerably more modest estimate of 23,000.</p>
<p>The march &#8212; in which protesters carried signs with slogans like &#8220;Putin in the number one crook and thief&#8221; and &#8220;Go Away Putin, We Are the Real Power Here&#8221; &#8212; climaxed with a rally on the city&#8217;s Bolotnaya Square, where opposition leaders and prominent cultural figures addressed the protesters.</p>
<p>Speaking to RFE/RL&#8217;s Russian Service, leading opposition figure Vladimir Ryzhkov estimated the crowd size at 120,000, which would make it the largest of the three protests since the disputed elections.</p>
<p>The rally &#8212; which took place on the 22nd anniversary of a massive demonstration against Soviet rule in 1990 that drew hundred of thousands &#8212; included liberals, nationalists, communists, and ordinary citizens, united in their opposition to Putin&#8217;s rule.</p>
<p>Addressing the protesters, Grigory Yavlinsky, leader of the pro-Western Yabloko party, noted the crowd&#8217;s political diversity: &#8220;Yes, we are all different, but we are of the same color, the color of the Russian flag. Together we are defending the future of our country.&#8221;</p>
<p>Cultural figures like rock icon Yury Shevchuk and popular crime author Boris Akunin, who have figured prominently in the protest movement, also addressed the crowd. Shevchuk performed his song &#8220;Rodina&#8221; (&#8220;Motherland&#8221;), which was popular in the early 1990s.</p>
<p>Pro-Putin Demo</p>
<p>A smaller rival pro-Putin demonstration also took place at Poklonnaya Gora in western Moscow. Its organizers have billed the rally as an &#8220;anti-Orange&#8221; protest against an opposition they claim is trying to mimic Ukraine&#8217;s 2004 revolution.</p>
<p>&#8220;The only candidate who has supported our anti-Orange rally is Vladimir Putin and we say to him: &#8216;Putin, you can prevent an Orange revolution [in Russia],&#8217;&#8221; said Aleksandr Prokhanov, editor in chief of the nationalist weekly &#8220;Zavtra,&#8221; addressing the rally.</p>
<p>Police said the pro-Putin rally drew 138,000, but attendance at pro-regime demonstrations has been inflated by the authorities in the past. In previous rallies, there have also been widespread reports of the authorities ferrying in sympathizers by bus. Moreover, teachers have said they came under pressure from their trade unions to attend the pro-Putin demonstration.</p>
<p>RFE/RL correspondents on the scene at Poklonnaya Gora said the crowd was, in fact, no larger than 15,000.</p>
<p>http://www.rferl.org/content/anti_kremlin_protesters_take_to_the_streets_nationwide/24473125.html</p>
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		<title>50 anni dopo Ivan Denisovich</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[50 anni dopo Ivan Denisovich. Aleksandr Solzhenitsyn e Varlam Shalamov]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/i.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4028" title="i" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/i.jpg" alt="" width="96" height="138" /></a>50 anni dopo Ivan Denisovich. Aleksandr Solzhenitsyn e Varlam Shalamov</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Mercoledì 8 febbraio 2012, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via</strong> <strong>Roma 55), il Centro Studi sulla Storia dell&#8217;Europa Orientale organizza l’incontro-dibattito </strong><strong><em>50</em></strong> <em><strong>anni dopo Ivan Denisovich. </strong></em><em><strong>Solzhenitsyn e Shalamov</strong></em> <strong>. Intervengono Fernando Orlandi e Piero Sinatti. Introduce Massimo Libardi<span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">.</span></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Russia/Gli intellettuali e il 4 febbraio</title>
		<link>http://www.memorialitalia.it/2012/02/03/gli-intellettuali-verso-la-manifestazione-del-4-febbraio/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli intellettuali verso la manifestazione del 4 febbraio. Intervento di Ludmila Ulitskaya su "Novaja Gazeta". "Bisogna preparare il terreno per gli onesti"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/ulli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4022" title="ulli" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/ulli.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a> Ludmila Ulitskaya</p>
<p>Bisogna preparare il terreno per gli onesti</p>
<p>Dopo piazza Bolotnaja e corso Sacharov l’atmosfera sociale è mutata: si comincia a sperare che proprio ora sarà possibile influire in modo pacifico e senza spargimento di sangue su un potere che non tiene alcun conto né del parere degli elettori, né della situazione sempre peggiore del popolo.</p>
<p>C’è un argomento antico contro qualsiasi movimento della società: questi se ne andranno, ne arriveranno altri ancora peggiori. Ma è poco verosimile che sia peggio. Io spero che arriveranno persone più sensibili ai bisogni di pensionati, orfani, invalidi, più preoccupate del livello di vita della popolazione, dell’istruzione e della cultura.</p>
<p>Il potere precedente ha avuto dodici anni per preoccuparsi del popolo, e invece osserviamo una crescita e una fioritura dell’industria petrolifera, un progetto ambizioso di Olimpiadi che esaurisce il bilancio del paese, il sostegno finanziario ai regimi più crudeli e reazionari.</p>
<p>Vengano persone nuove, giovani, non rovinate dalla corruzione. Oggi non ne vedo ancora, ma spero che il potere che uscirà dalle nuove elezioni preparerà loro il terreno. Elezioni oneste assicureranno l’alternanza e un afflusso di nuove persone alla direzione dello Stato.</p>
<p><em>Per questo sabato andrò alla manifestazione.</em></p>
<p>(&#8220;Novaja gazeta&#8221;, 02.02.2012)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Russia/ Chiesta la grazia per Chodorkovskij</title>
		<link>http://www.memorialitalia.it/2012/02/02/russia-chiesta-la-grazia-per-chodorkovskij/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[  Mosca, 2 feb. (TMNews) &#8211; Il gruppo di lavoro del Consiglio sui diritti umani presso il presidente russo chiede al Cremlino di perdonare 30 detenuti e imputati in casi penali: tra loro l&#8217;ex amministratore delegato della Yukos Mikhail Khodorkovsky e il suo socio Platon Lebedev. Lo ha detto il direttore dell&#8217;Istituto dei diritti umani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4019" title="Chodorkovskij" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/Chodorkovskij-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />  Mosca, 2 feb. (TMNews) &#8211; Il gruppo di lavoro del Consiglio sui diritti umani presso il presidente russo chiede al Cremlino di perdonare 30 detenuti e imputati in casi penali: tra loro l&#8217;ex amministratore delegato della Yukos Mikhail Khodorkovsky e il suo socio Platon Lebedev. Lo ha detto il direttore dell&#8217;Istituto dei diritti umani Valentin Gefter. &#8220;Proponiamo al Presidente, presente o futuro &#8211; ossia a Dmitri Medvedev o a chi gli succederà &#8211; di prendere delle misure per un gran numero di individui. Vi presentiamo un elenco di 30 persone. Ci sono non solo Khodorkovsky e Lebedev, o due o tre nomi noti.</p>
<p>Tra gli esponenti del Consiglio, l&#8217;ex giudice della Corte Costituzionale della Federazione Russa Tamara Morshchakova ha sottolineato che il presidente ha il potere di perdonare il condannato, senza aspettare la richiesta di perdono.</p>
<p>L&#8217;ex patron di Yukos Mikhail Khodorkovsky è considerato uno dei più acerrimi nemici di Vladimir Putin, favoritissimo alle elezioni presidenziali del prossimo 4 marzo.</p>
<p>http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120202_00541_NE.shtml</p>
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		<title>Russia/L&#8217;intelligencija in fermento</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Russia&#8217;s Liberal Intelligentsia Begins To Stir MOSCOW &#8212; A rock star, a poet, a detective novelist, and an actress aren&#8217;t who usually come to mind as leading members of an organization called the League of Voters. But that is exactly what the Russian public saw earlier this month when scruffy rocker Yury Shevchuk, renowned poet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4015" title="bykov" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/02/bykov-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Russia&#8217;s Liberal Intelligentsia Begins To Stir</strong></p>
<p>MOSCOW &#8212; A rock star, a poet, a detective novelist, and an actress aren&#8217;t who usually come to mind as leading members of an organization called the League of Voters.</p>
<p>But that is exactly what the Russian public saw earlier this month when scruffy rocker Yury Shevchuk, renowned poet Dmitry Bykov, crime-fiction writer Boris Akunin, and popular actress Tatiana Lazareva joined other cultural luminaries to unveil a new organization aimed at ensuring that Russia&#8217;s March 4 presidential election is free and fair.</p>
<p>On January 29, the league helped organize a colorful automobile protest on Moscow&#8217;s Garden Ring road that drew hundreds of customized cars to drum up support for a larger demonstration planned in the capital for February 4.</p>
<p>Speaking to RFE/RL&#8217;s Russian Service, the burly and curly-haired Bykov warns Prime Minister and presidential candidate Vladimir Putin not to ignore the growing protest mood in society.</p>
<p>&#8220;Russians take a long time to harness up, but once they have they ride quickly,&#8221; Bykov says. &#8220;They have now harnessed up. The optimum reaction to this, of course, would be dialogue [with the authorities], but we don&#8217;t hear any dialogue.&#8221;</p>
<p>The League of Voters is just one example of the Russian cultural elite&#8217;s awakening in the aftermath of disputed parliamentary elections in December, which sparked a series of massive protests.</p>
<p><strong>Making Up For Lost Time?</strong></p>
<p>Russia&#8217;s vaunted intelligentsia had been largely pliant since Putin rose to power over a decade ago. But in recent months, musicians, writers, actors, and television personalities have joined a newly politicized urban professional class at the vanguard of a new protest movement.</p>
<p>Sociologist Boris Kagarlitsky explains that Russian cultural figures historically come to the fore to play key roles in times of political and social change.</p>
<p>&#8220;It was the same thing in the 1980s or the 1960s when there were big waves of pro-the democratic movement in the Soviet Union,&#8221; Kagarlitsky says. &#8220;They were led by the best-known and most-popular intellectual figures.&#8221;</p>
<p>This was the case during Soviet leader Nikita Krushchev&#8217;s thaw, when novels by writers like Andrei Sinyansky and Yuly Daniel, which were smuggled into the West, exposed the bleak realities of Soviet life. It was also true during Mikhail Gorbachev&#8217;s perestroika, when journalists like Aleksandr Kabakov and periodicals like the weekly &#8220;Ogonyok&#8221; pushed the boundaries of the new freedoms.</p>
<p><strong>Crisis Of Trust</strong></p>
<p>Today, longtime opposition politicians like Grigory Yavlinsky and Boris Nemtsov are still visible at demonstrations. But it has been writers like Akunin and journalists like Leonid Parfyonov who have excited the crowds with rousing speeches.</p>
<p>Akunin has taken a particularly high-profile role, earning Putin&#8217;s ire in the process. In a recent interview the prime minister suggested that Akunin, whose real name is Grigory Chkhartishvili, had joined the opposition due to animosity toward Russia stemming from his ethnic Georgian heritage.</p>
<p>The popular writer has also been a formidable presence in the intramural debates among the opposition. In a memorable and widely circulated online exchange, Akunin confronted and debated anticorruption blogger Aleksei Navalny &#8212; who is emerging as a leading opposition figure &#8212; about his nationalistic views and whether they have a place in a liberal opposition movement.</p>
<p>Akunin says the prevailing popularity of the cultural elite reflects an abiding mistrust of politicians after more than a decade of Putin&#8217;s rule. He tells RFE/RL that he initially got involved because he was asked to do so by protest organizers.</p>
<p>&#8220;People want to see in their ranks those whom they know. What they do &#8212; whether they write books, make films, or sing is unimportant,&#8221; Akunin says. &#8220;I think all this means is that people don&#8217;t want to see party politicians at the forefront. It&#8217;s more important that every one of us is a professional &#8212; the vast majority of people on the square [protesting] were professionals. We are theirs. Politicians are other people.&#8221;</p>
<p><strong>Ripple Effect</strong></p>
<p>Russia&#8217;s rock musicians are also playing a prominent role. Following the February 4 demonstration, Shevchuk and other rockers including &#8220;bard&#8221; Yuly Kim and singer-actor Aleksei Kortnev will play a concert in support of political prisoners.</p>
<p>As the March 4 presidential election approaches, the newly energized and politicized cultural elite is seeking ever more creative ways to express their dissent.</p>
<p>Masha Gessen, a prominent journalist and commentator, has been holding weekly get-togethers at Masterskaya, a bohemian-style bar and cafe located near the State Duma, to generate new protest ideas.</p>
<p>Meanwhile, opposition literature and subversive political debate have migrated from the smoky kitchens and salons of old to the Internet and blogosphere. A highly successful example of this is Bykov&#8217;s &#8220;Citizen Poet&#8221; project, which has become an online sensation.</p>
<p>Every week, Bykov&#8217;s barbed, anti-Putin satire-in-verse is performed by the renowned actor Mikhail Yefremov and published in video clips. The project has been so successful that it is now being performed in theaters across Moscow and beyond.</p>
<p>To be sure, today&#8217;s intelligentsia has a significant number of regime loyalists among its ranks. Putin has been particularly diligent in co-opting figures such as legendary film directors Nikita Mikhalkov and Stanislav Govorukhin, who is head of the prime minister&#8217;s campaign team.</p>
<p>Nevertheless, Akunin says he sees it as his responsibility &#8212; and that of other members of the cultural elite &#8212; to use their fame and talent to improve their society:</p>
<p>&#8220;Whatever our professions, we realized that we have to work together &#8212; the house is on fire and we have to put it out together,&#8221; Akunin says. &#8220;Then we can return to what we were doing.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.rferl.org/content/russia_liberal_intelligentsia_begins_to_stir/24469328.html">http://www.rferl.org/content/russia_liberal_intelligentsia_begins_to_stir/24469328.html</a></p>
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		<title>Russia/Manifestazioni di protesta anti-brogli</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La protesta viaggia in auto Lucia Bellinello, Russia Oggi Il centro di Mosca è stato invaso da un corteo di macchine addobbate con palloncini e nastri bianchi per chiedere elezioni oneste. Mentre in Siberia scendono in piazza pupazzetti colorati Un carosello di nastri e palloncini bianchi per urlare in silenzio il proprio disappunto. Nonostante Vladimir [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La protesta viaggia in auto</h1>
<p><strong><br />
</strong><strong><a href="http://russiaoggi.it/author/Lucia%20Bellinello">Lucia Bellinello</a>, Russia Oggi</strong><strong></strong></p>
<p>Il centro di Mosca è stato invaso da un corteo di macchine addobbate con palloncini e nastri bianchi per chiedere elezioni oneste. Mentre in Siberia scendono in piazza pupazzetti colorati</p>
<p>Un carosello di nastri e palloncini bianchi per urlare in silenzio il proprio disappunto. Nonostante Vladimir Putin resti il grande favorito nella corsa alle elezioni presidenziali del 4 marzo 2012, in Russia continuano le manifestazioni contro il premier e a favore di “elezioni pulite”.</p>
<p>Domenica 29 gennaio 2012 il Sadovoe Kolzo, l’immenso raccordo che abbraccia il centro di Mosca, si è trasformato in una piazza di proteste: centinaia di automobili hanno sfilato sotto il freddo sole russo per manifestare a favore di elezioni libere e di una “Russia senza Putin”.</p>
<p>La manifestazione, alla quale ha partecipato un imprevisto corteo di macchine (3mila secondo gli organizzatori, trecento invece secondo le forze dell’ordine), è stata coordinata dalla nuova Lega degli elettori, un’organizzazione apolitica nata poche settimane fa sulla scia del malcontento degli ultimi mesi. In testa al corteo, il blogger Alexei Navalny, ultimamente al centro di alcune polemiche, accusato di “sfruttare la propria notorietà a fini personali”.</p>
<p>E così, interamente organizzata attraverso i social network, la protesta ha invaso le strade di Mosca, dove vecchie Zhigulì hanno rincorso i più moderni fuoristrada ricoperti di palloncini e bandiere bianche, colore simbolo della protesta.</p>
<p>Si tratta di una delle tante manifestazioni che negli ultimi mesi hanno segnato il tormentato inverno russo, surriscaldato dal clima rovente pre e post elettorale.</p>
<p><strong>La carica dei pelouche</strong></p>
<p>Nel frattempo a Barnaul, in Siberia, gruppi di cittadini hanno lanciato un <em>j’accuse</em> piuttosto bizzarro: in seguito al rifiuto di concedere il diritto a manifestare, espressamente richiesto da alcuni abitanti della zona, nella piccola cittadina affacciata sul fiume Ob è stata montata una protesta di pupazzetti. Burattini, bambolotti e animaletti mignon dotati di cartelli in miniatura inneggianti al dissenso. Una nuova e colorata forma di disappunto che si unisce alla più grande ondata di proteste che ha colpito la Russia dal 2000 ad oggi. Il prossimo corteo è atteso nel centro della capitale russa il 4 febbraio 2012.</p>
<p><a href="http://russiaoggi.it/articles/2012/01/30/la_protesta_viaggia_in_auto_14314.html">http://russiaoggi.it/articles/2012/01/30/la_protesta_viaggia_in_auto_14314.html</a></p>
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		<title>Il caso degli storici di Archangel’sk</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso degli storici di Archangel’sk e i suoi riflessi sulla ricerca in Russia Da quando, il 18 ottobre 1991, il parlamento dell’allora Federazione Russa Sovietica emanò la Legge sulla Riabilitazione, i parenti delle vittime delle repressioni degli anni del comunismo hanno il diritto di consultare gli archivi riservati del ministero degli Interni per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3994" title="news" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/01/news.png" alt="" width="62" height="62" />Il caso degli storici di Archangel’sk e i suoi riflessi sulla ricerca in Russia</strong></p>
<p>Da quando, il 18 ottobre 1991, il parlamento dell’allora Federazione Russa Sovietica emanò la Legge sulla Riabilitazione, i parenti delle vittime delle repressioni degli anni del comunismo hanno il diritto di consultare gli archivi riservati del ministero degli Interni per la documentazione che riguarda direttamente le loro famiglie. Si tratta degli atti contenenti le misure repressive, le autobiografie delle persone arrestate, fotografie e materiale filmato.</p>
<p>            Con la dissoluzione dell’Unione, in Russia e in altre ex Repubbliche Sovietiche sia lo Stato, sia organizzazioni non governative, hanno pubblicato una grande quantità di <em>Knigi pamjati</em>, i <em>Libri della memoria</em>. Si tratta di testi riguardanti una specifica regione e, a volte,  differenti categorie di persone represse (vittime del Grande terrore, popolazioni deportate per motivi etnici, kulaki). Soltanto per la regione di Archangel’sk, a Nord-Ovest di San Pietroburgo, ne sono già stati pubblicati molti, di cui sette sui cittadini sovietici di etnia polacca.</p>
<p>            Il centro di documentazione più importante per lo studio delle repressioni nella regione di Archangel’sk è il locale archivio della Direzione del ministero degli Interni (UVD), diretto fino al 2007 dal colonnello Aleksandr Vasil’evič Dudarev. Quell’anno Michail Nikolaevič Suprun, direttore del Dipartimento di <em>Storia della Russia</em> presso l’Università Statale “Pomorskij”, si rivolse all’Archivio con la proposta di redigere un <em>Libro della memoria</em> dei cittadini sovietici d’origine tedesca (i cosiddetti <em>etničeskie nemcy</em>), deportati tra il 1945 e il 1956. La ricerca venne finanziata dalla Croce Rossa tedesca, che aveva firmato un accordo di collaborazione con l’Università. Dudarev offrì piena collaborazione e una dottoranda, Nadežda Šalygina, cominciò a vagliare il materiale; circa 40.000 documenti vennero trasmessi alla controparte tedesca.</p>
<p>Verso la fine dell’estate 2009 la prima parte del libro era terminata; la Procura della regione di Archangel’sk, però, iscrisse Dudarev e Suprun nel registro degli indagati: il primo fu accusato di abuso d’ufficio (articolo 286 del Codice penale russo). Il secondo, di aver violato l’articolo 137, ossia diffuso “segreti di famiglia”, senza il consenso delle persone interessate.</p>
<p>La Procura agì in base alla denuncia di cinque famiglie di cittadini sovietici di origine tedesca, a suo tempo repressi e poi riabilitati, sostenuti dai servizi russi (FSB), che sequestrarono l’archivio di Dudarev. Il fatto ebbe grande eco in Russia, per le sue chiare implicazioni: fu interpretato, infatti, come un preciso attacco alla libertà di ricerca e un segnale per quanti, sia nelle Università, sia nelle Organizzazioni non Governative, studiavano le repressioni staliniane.</p>
<p>            La maggiore Ong russa che svolge ricerca sul periodo più cruento del regime comunista sovietico, “Memorial”, si occupò immediatamente della questione. Fu, in particolare, la sede di San Pietroburgo a sostenere che se il prof. Dudarev aveva commesso un reato penale, “Memorial”, impegnato da due decenni in un’attività simile, reiterava lo stesso sistematicamente. Inoltre, in un documento diffuso in difesa dei due indagati, si faceva notare come l’articolo 18 della Legge sulla Riabilitazione sostenesse proprio che le liste delle persone riabilitate, con i dati biografici e l’accusa per la quale erano state arrestate, dovevano essere pubblicate periodicamente dagli organi d’informazione.</p>
<p>            Mentre il maggiore giornale d’opposizione, la “Novaja Gazeta”, foglio per il quale scriveva Anna Politkovskaja, intervenne a sostegno di questa tesi, giornali locali filo-governativi elogiarono l’azione della Procura, ponendo al centro della propria riflessione il danno eventuale che sarebbe potuto venire alla Russia dalla diffusione, all’estero, di dati sulle repressioni.     </p>
<p>La mobilitazione interna e internazionale mise pressione agli inquirenti di Archangel’sk e l’intero caso fu trasferito per competenza al Tribunale della Circoscrizione del Nord-Ovest, con sede a San Pietroburgo. La speranza che il caso fosse rapidamente chiuso venne presto delusa; le indagini proseguirono e la loro conclusione subì diversi rinvii, fino a quando il Tribunale di Pietroburgo non respinse l’istanza dei due indagati, con la quale si chiedeva di riconoscere illegali le indagini nei loro confronti. Dudarev e Suprun vennero rinviati a giudizio e nel luglio 2011 il caso tornò ad Archangel’sk.</p>
<p>In autunno si è svolto il processo, a porte chiuse, che si è concluso l’11 dicembre con la prescrizione del reato contestato a Suprun e la condanna di Dudarev a un anno di carcere con la condizionale. Entrambi gli imputati ricorreranno in appello.</p>
<p> Marco Clementi</p>
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		<title>Havel e la Rivoluzione di velluto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Václav Havel, scomparso il 18 dicembre scorso, è ricordato come il primo presidente della Cecoslovacchia non comunista, artefice della caduta del Muro, l’uomo di Charta 77 e della rivoluzione di velluto. Fu qualcosa di più, e di diverso. Nato a Praga il 5 ottobre 1936 in ambiente intellettuale, cominciò a scrivere e comporre giovanissimo. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3990" title="Havel4" src="http://www.memorialitalia.it/ita/wp-content/uploads/2012/01/Havel4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Václav Havel, scomparso il 18 dicembre scorso, è ricordato come il primo presidente della Cecoslovacchia non comunista, artefice della caduta del Muro, l’uomo di Charta 77 e della rivoluzione di velluto. Fu qualcosa di più, e di diverso. Nato a Praga il 5 ottobre 1936 in ambiente intellettuale, cominciò a scrivere e comporre giovanissimo. La sua prima opera è del 1959 (<em>Tutta la vita davanti</em>), seguita da <em>Metamorfosi</em>, nel 1961. In breve si affermò come drammaturgo e poeta ed entrò a far parte dell’Unione degli Scrittori. Scioccato dall’esito della Primavera di Praga, definì la restaurazione portata dai carri armati come “il regime dell’oblio”. E quando Jan Palach, Jan Zajic e Ezven Plocek si diedero fuoco per protestare contro la passività del proprio popolo, Havel affermò che la società aveva compreso. Ognuno capiva la necessità di fare qualcosa di estremo: Palach e gli altri lo avevano fatto per tutti. Ci si rese conto allora, che quel socialismo illiberale e post-totalitario era davvero <em>il socialismo</em>, e che tutte le altre possibili alternative, pur in quello stesso ambito ideale, fossero definitivamente decadute.</p>
<p>Nell’aprile del 1975, dopo aver fondato le edizioni «Expedice», Havel scrisse una famosa lettera aperta all’allora capo del partito comunista, Gustáv Husák, nella quale parlava della crisi morale e spirituale che stava vivendo la società; denunciava l’auto alienazione, la dissimulazione e la fuga nel privato.</p>
<p>Secondo Havel, gli uomini della reazione avevano capito la minaccia che pendeva sopra l’esistenza del regime il quale, per conservarsi, doveva privarsi di ogni spinta rinnovatrice. Da quel momento, e per venti anni, fino alla rivoluzione di velluto del 1989, tutti i meccanismi della manipolazione, diretta e indiretta, della vita si svilupparono creando un sistema che Havel chiamò “totalitarismo maturo e avanzato”. La rivoluzione e il terrore lasciarono il posto all’immobilità, all’omologazione, all’anonima burocrazia stereotipata. Dalla caduta di Dubček fino alla rivoluzione di velluto si sarebbe formato all’interno della società cecoslovacca un dualismo che comprendeva la verità ufficiale e quella ufficiosa e condivisa, che escludeva la prima. Il grado di tolleranza del sistema si misurò nella forza dell’opinione informale di imporsi come generale. Il nascente dissenso e la nascita di Charta ‘77, cercarono di costringere il regime al rispetto delle sue stesse leggi. Dopo gli accordi di Helsinki, infatti, il partito comunista fu costretto a misurare l’uso della repressione contro gli oppositori.</p>
<p>      L’epoca grigia di rassegnata apatia, però, continuò: mentre piccoli centri focali di resistenza venivano scoperti e repressi, la comunità faceva finta di non. Il regime ottenne come risultato più visibile del suo operato la fuga della gente comune dalla realtà quotidiana, dai problemi sociali e dalla politica. Alcuni argomenti diventarono proibiti e la storia fu sostituita da una <em>pseudostoria</em> celebrativa. Havel ricorda i primi anni Settanta come l’epoca della sospensione della storia. Era come se il divenire avesse perso la sua cadenza naturale, la direzione e il mistero, per trasformarsi in automanifestazione e autocelebrazione unilaterale di un unico soggetto, centro di verità e di potere. Dato che il tempo umano può essere esperito solo attraverso gli avvenimenti, iniziò a scomparire l’esperienza stessa del tempo, che cominciò a girare in tondo. Gli accadimenti si alternavano attraverso un prima e un dopo assolutamente simili, tanto che diventava difficile distinguere un anno dall’altro, mentre una serie di celebrazioni scandivano  l’anno, dal Primo maggio alla Liberazione, dall’8 Marzo all’Insurrezione nazionale slovacca, dalla Festa dell’esercito al Febbraio vittorioso.</p>
<p>Assumendo la riflessione di Edmund Husserl sulla realtà del mondo immanente come il solo luogo in grado di misurare la morale, Havel tornò sul concetto della <em>Lebenswelt </em>come del mondo nel quale tutti viviamo, luogo che nutre la condizione di <em>vivere nella verità</em>. La parte secondaria di tutti i fenomeni e le entità distinte nel mondo che noi possiamo osservare, annunciare o esperire esistenzialmente in vari modi, è qualche cosa che possiamo definire come un «ordine generale dell’Essere». Tale Essere è compartecipe di tutte e in tutte le culture le quali, pur essendosi diversificate migliaia di anni fa, assumono ancora nel presente i medesimi archetipi di base, che non sono mai stati abiurati. La storia intera del cosmo, e specialmente della vita, è registrata quindi nel lavorio interno di tutti gli esseri umani e dopo migliaia di anni persone di epoche diverse e di culture lontane sono unite come parti dello stesso Essere; tutte le culture presumono l’esistenza di qualche cosa che Havel chiama «Memoria di Essere», nella quale viene continuamente registrato ogni aspetto della vita; le garanzie della libertà umana e della responsabilità personale si ritrovano non già nei programmi politici o nei sistemi di pensiero, bensì nella relazione tra l’uomo e il trascendente, di cui egli è parte integrante.</p>
<p>Partendo da queste riflessioni, Havel individuò nella Primavera di Praga l’ultimo atto, la proiezione esteriore di un dramma condotto nell’ambito dello spirito e della coscienza della società. La primavera di Praga come l’esito ultimo della società socialista, non come un suo risveglio, che sarebbe avvenuto solo venti anni dopo, con la fine del comunismo e la sua, involontaria ma necessaria, salita al Castello. </p>
<p>Marco Clementi</p>
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