Scomparso D. Mačinskij

Sezione: News, Prima pagina

Dmitrij Mačinskij (6 ottobre 1937 – 8 Gennaio 2012), ha rappresentato nel panorama degli studi archeologici sovietici una delle poche eccezioni alla vulgata ufficiale che voleva la Russia come un fenomeno esclusivamente slavo. Assieme a Mark B. Ščukin, Mačinskij cercò nelle paludi della Bielorussia e in Ucraina l’origine degli slavi orientali. E non esitò a scrivere che riconoscere il ruolo dei Vichinghi non rappresentava alcun affronto all’orgoglio nazionale russo, individuando in Staraja Lagoda la loro prima capitale. Per molti giovani archeologi è stato un insegnante, o, come scrivono oggi alcuni, l’insegnante, sebbene non abbia mai ottenuto il titolo di dottore o l’incarico di professore. Non ebbe tempo. Anche la sua attività  civile, infatti, fu molto intensa e durante la Perestrojka fu uno dei co-fondatori di “Memorial”, un combattente senza compromessi dello stalinismo, che considerava, non da solo, addirittura della stessa natura del nazismo (usava la parola soprirodnyj). I suoi amici più intimi lo ricordano come una persona molto passionale, a volte contraddittoria, a volte su posizioni palesemente errate. Ma è stato un gentiluomo e un intellettuale di spessore, e a suo modo un patriota che individuava, come Solženicyn, una grande missione per il popolo russo in Europa Orientale. Mačinskij era un credente e un mistico ed era convinto che la morte non fosse la fine di tutto. Dopo Valerij Ronkin, morto il 31 maggio 2010, e l’allora presidente di Memorial di San Pietroburgo, Veniamin Iofe, spentosi nel 2002, un altro pezzo di storia ha lasciato Memorial.

(Marco Clementi)