Terroristi ceceni attaccano il parlamento. Le forze speciali uccidono tutti i ribelli.
di Vladimir Sapozhnikov /19 ottobre 2010 /
MOSCA – La guerriglia islamica cecena, cacciata dalle truppe russe nelle zone più remote del Caucaso del Nord ha lanciato un cruento attacco nel cuore di Groznij, la capitale della Cecenia. Quattro terroristi a bordo di un’auto con targhe false dell’assemblea parlamentare, sono riusciti a penetrare in seguito a un corteo governativo nel cortile della sede del Parlamento, dopodiché due dei terroristi si sono fatti saltare in aria, mentre altri due sono penetrati nell’edificio e sparando a destra e manca hanno cercato di farsi strada verso l’ufficio del presidente del Parlamento, Dukvakha Abdurakhmanov.
Le guardie del Parlamento, appoggiate dalle forze speciale del presidente ceceno, Ramzan Kadyrov, hanno bloccato e hanno sterminato tutt’e due i guerriglieri nel corso di una violenta sparatoria, durata 15-20 minuti. Oltre ai quattro terroristi l’attacco è costato la vita a due poliziotti e a un funzionario tecnico del Parlamento ceceno, mentre altre 15 persone sono state ferite.
Finora i ribelli ceceni, dissanguati dalle azioni di rappresaglia delle truppe russe, affiancate dal mini-esercito ceceno, chiamato le “guardie presidenziali”, avevano colpito dei bersagli importanti, ma periferici tra cui Tsentoroj, il villaggio natale del presidente Kadyrov, attaccato il 29 agosto scorso. Questa volta il tentato assalto alla sede del Parlamento ceceno è stato definito dai media russi “una delle più dure sfide al regime filorusso di Kadyrov ma soprattutto al potere centrale di Mosca”. E questo perché il raid terroristico nella zona più protetta della capitale cecena è avvenuto il giorno in cui a Groznij si trovava in visita ufficiale il ministro degli Interni della Russia, Rashid Nurgaliev. «È stata un’azione apertamente dimostrativa con la quale la guerriglia cecena ha voluto far vedere quanto sia ancora vulnerabile il potere di Kadyrov», ha dichiarato il politologo Lev Dorokhov.
Negli ultimi tempi le autorità russe sono state estremamente preoccupate dai processi di integrazione e di consolidamento tra la guerriglia cecena e i gruppi terroristici di stampo fondamentalista islamico che agiscono nelle repubbliche caucasiche della Russia, nell’Ossezia del Nord, in Ingushezia e soprattutto in Daghestan che è diventato il centro delle attività terroristiche in Russia. Nell’agosto scorso le teste di cuoio russe hanno ucciso Magomedali Vagabov, l’organizzatore di un duplice attentato dinamitardo nella metropolitana di Mosca. Nel marzo del 2010 due donne kamikaze, di cui una era moglie di Vagabov, si sono fatte esplodere in mezzo alla folla, uccidendo 40 persone mentre più di 100 sono rimaste gravemente ferite.
Secondo il vice procuratore generale della Russia, Ivan Sydoruk, nei primi nove mesi dell’anno nelle repubbliche caucasiche sono stati registrati circa 40 attacchi terroristici. La lotta contro la guerriglia islamica è costata la vita a 150 tra i poliziotti e i militari, altri 400 sono stati feriti. Nel corso delle operazioni anti terroristiche sono stati uccisi 180 guerriglieri, mentre altri 300 sono stati arrestati.