Ritratti di Stalin per il Giorno della Vittoria
Comunicato dell’Associazione Memorial-Sezione di Mosca
Per il 65° anniversario della Vittoria i collaboratori del sindaco hanno reso nota la loro intenzione di affiggere per la città di Mosca ritratti di Stalin.
Come spesso accade, è impossibile risalire al responsabile di tale decisione. Si sa che i ritratti verranno realizzati a spese dei contribuenti; contribuenti tra i quali si annoverano anche cittadini che hanno perduto i propri cari per colpa della tirannia di Stalin.
Ma non è solo un problema di utilizzo del denaro pubblico e non importa se una parte delle personalità invitate diserterà con ogni probabilità le celebrazioni in una città decorata in modo tanto discutibile.
La comparsa dei ritratti di Stalin nel Giorno della Vittoria offende la memoria dei caduti.
I soldati sovietici non hanno combattuto per obbedire a un ordine della grande Guida del popolo sovietico e neppure per difendere al Cremlino il Politbjuro e il suo Segretario generale, ma per difendere la Patria da un aggressore straniero e il paese precipitato sull’orlo della catastrofe per colpa dei suoi dirigenti comunisti.
La fermezza, il coraggio e l’eroismo degli uomini che hanno difeso la Patria negli anni della guerra sono patrimonio spirituale dell’intero popolo russo e nessuno ha il diritto di strumentalizzare tale patrimonio. Il tentativo di ascrivere tale eredità al nome di Stalin non è che un atto di sciacallaggio e un oltraggio. E ancor più oltraggiosa risulta l’intenzione di affiggere i ritratti di Stalin nei punti di raccolta delle divisioni della milizia volontaria. La storia delle milizie volontarie, dei gruppi di civili gettati in pasto al nemico praticamente disarmati, alle porte di Mosca, di Kiev e di Leningrado e periti per la quasi totalità nei combattimenti costituisce di per sé un atto d’accusa contro il “grande condottiero di tutti i tempi e di tutti i popoli”. Com’è possibile che gli stretti collaboratori del sindaco, questi apologeti di Stalin, si siano convinti che i moscoviti hanno potuto dimenticare come morirono loro padri e i loro nonni?
Grazie allo zelo di questi funzionari il nome di Stalin fa già bella mostra di sé sotto le volte della stazione “Kurskaja” della metropolitana di Mosca. Questi funzionari sembrano aver scordato la sorte di Petrikovskij, artefice del progetto e costruttore della metropolitana, fatto fucilare per decisione di Stalin e quella di altre centinaia di operai che contribuirono con il loro lavoro alla sua costruzione e furono condannati e deportati nei lager.
L’iniziativa dei ritratti non è che l’ennesimo esito di uno strisciante e incessante processo di riabilitazione dello stalinismo.
Il comitato organizzatore tende a dimenticare fatti già storicamente accertati e imputabili alla responsabilità di Stalin: le repressioni di massa nell’esercito degli anni 1937-1938, che provocarono decine di migliaia di vittime di ogni grado, dai soldati semplici ai marescialli; l’alleanza con Hitler alla vigilia del conflitto che produsse la grande tragedia dell’estate del 1941, nonché milioni di vite umane sacrificate nel corso della guerra a causa dei crimini e degli errori commessi dalla grande Guida.
Malgrado i crimini perpetrati da Stalin il popolo ha vinto la guerra.
Una vittoria pagata con un prezzo terribile e mai valutato fino in fondo.
Il modo più autentico di celebrare il Giorno della Vittoria sarebbe quello di esprimere riconoscenza a coloro che davvero l’hanno conquistata e che, purtroppo, restano ormai in pochi. Soltanto a costoro dovrà andare la nostra attenzione quel giorno.
Se questi ritratti di Stalin compariranno nelle vie di Mosca faremo tutto ciò che è in nostro potere per affiggere per la città manifesti e poster che testimonino dei crimini di Stalin e del suo vero ruolo nella storia della “Grande guerra patriottica” e siamo certi che in questo saremo aiutati da centinaia di moscoviti, figli e nipoti di ex combattenti, i soli ai quali appartenga davvero questa vittoria.
2 marzo 2010