Nell’aprile del 2006, su pressione della comunità di Mosca, la Casa della fucilazione, in via Nikol’skaja 23, ex sede del Collegio militare del Soviet Supremo dell’Urss, era stata riconosciuta edificio di valore storico e culturale. Ciò l’aveva preservata dalla già pianificata demolizione e dalla prospettiva che potesse sorgere sulle sue rovine un centro divertimenti.
Ma il 22 dicembre la Commissione municipale di Mosca, presieduta dal vicesindaco Vladimir Resin, ha negato alla Casa della fucilazione lo status di monumento architettonico d’importanza regionale, esponendola di fatto alla minaccia delle ruspe. Se il sindaco di Mosca, Lužkov, convaliderà tale decisione, l’edificio, d’importanza fondamentale per la memoria storica russa, non verrà salvaguardato.
La Casa della fucilazione non è solo uno dei tanti monumenti architettonici di Mosca, le sue mura sono state testimoni delle ultime parole di migliaia di cittadini condannati illegalmente alla fucilazione dagli organi supremi del potere. Sull’intero territorio ex sovietico non si potrebbe trovare un edificio più simbolico del terrore comunista. La comunità di Mosca, e tra gli altri, l’Associazione Memorial, avevano proposto fin dal 1989 che questo edificio diventasse sede di un museo della memoria delle vittime delle repressioni politiche. Tale proposta resta tuttora attuale, anche oggi che la Russia, a differenza di molti altri paesi postcomunisti, non ha ancora pagato il suo debito nei confronti di milioni di vittime innocenti.
Nel comunicato del 30 ottobre 2009, nel Giorno della memoria delle vittime delle repressioni politiche, il presidente Medvedev ha giustamente sottolineato che la memoria delle tragedie è sacra quanto il ricordo delle vittorie. Siamo convinti che la Casa della fucilazione sia parte inscindibile della nostra memoria e portatrice di un profondo significato storico e culturale, non solo per Mosca, ma per l’intero paese.
Siamo fiduciosi che prima o poi nella ex sede del Collegio militare di via Nikol’skaja 23 verrà creato un Museo alla memoria delle vittime. Ma si tratta di un obiettivo rivolto al futuro. Nell’immediato è necessario salvaguardare l’edificio e ciò potrà essere possibile solo se verrà riconosciuto il suo valore storico non solo in ambito regionale, ma nazionale. Qualunque altra decisione sarebbe unicamente un oltraggio alla memoria delle vittime e una vergogna per Mosca e l’intero paese.
(Comunicato di Memorial – 26 dicembre 2009)