Il Premio Sacharov a Memorial

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22/10/2009 – Il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sacharov a ”Memorial”, organizzazione russa attiva nel campo della difesa dei diritti umani nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Premiazione il 16 dicembre a Strasburgo.
Il Parlamento europeo ha deciso di insignire del premio Sacharov per la libertà di pensiero l’organizzazione “Memorial”, attiva nel campo della difesa dei diritti umani in Russia e in tutti i paesi ex sovietici. Lo ha annunciato alla plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo il presidente Jerzy Buzek.

Per Buzek, ex militante di Solidarnosc e premier polacco dal 1997 al 2001, “il fatto che i russi che cercano la verità non possano agire liberamente costituisce un problema per tutta l’Europa” e con l’attribuzione di questo premio si vuole “contribuire alla fine del circolo vizioso di paura e di violenza che assedia i difensori dei diritti umani in questo paese”. “Tutti nel mondo devono avere il diritto alla libertà di pensiero e di parola, anche scritta, perché necessaria ai fini della ricerca della verità e per il futuro democratico”, ha concluso.

Il premio sarà consegnato a Strasburgo il 16 dicembre al direttore Oleg Orlov, a Ljudmila Alekseeva e a Sergej Kovalev, in rappresentanza di tutta l’organizzazione creata alla fine degli anni ’80 e divenuta col tempo la più autorevole voce a difesa dei diritti umani in Russia. Vi apparteneva anche Natalia Estemirova (qui accanto nella foto), l’attivista uccisa a Groznyj, capitale della Cecenia, il 15 luglio 2009 in circostanze mai chiarite.

Oltre a “Memorial”, gli altri due finalisti erano Izzeldin Abuelaish, medico pacifista palestinese che perse tre figlie durante un attacco alla Striscia di Gaza nel gennaio 2009, e il giornalista e scrittore svedese di origine eritrea Dawit Isaak, prigioniero politico nel suo paese da otto anni, senza mai aver avuto un giusto processo. In un primo gruppo di 10 candidati figurava anche lo scrittore italiano Roberto Saviano.

Il premio Sacharov, dedicato allo scienziato e dissidente sovietico di cui quest’anno ricorre il ventennale dalla morte, negli anni passati è stato vinto, fra gli altri, da Nelson Mandela, da Alexander Dubcek (il leader ceco protagonista durante la primavera di Praga), dalle “Madres de Plaza di Mayo” (associazione formata dalle madri dei desaparecidos argentini), da Kofi Annan e, l’anno scorso, dal dissidente e attivista cinese Hu Jia.